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L'Italia importa ancora sangue e derivati dall'estero. Riuscire a
raggiungere l'autosufficienza significa, soprattutto, maggiore sicurezza
per gli ammalati grazie ai severi controlli sanitari previsti dalla
legge italiana a tutela del donatore e del ricevente, oltre ad un
rilevante risparmio economico.
Donare in maniera periodica contribuisce a creare una riserva di questo
insostituibile "farmaco" salvavita, in modo che sia sempre
a disposizione di chiunque ne abbia bisogno.
Chi desidera diventare donatore deve:
ESSERE SANO AVERE PIÙ DI 18 ANNI E MENO DI 65 PESARE ALMENO
50 KG NON AVERE COMPORTAMENTI A RISCHIO per le malattie trasmissibili
col sangue
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Un colloquio con il medico, tenuto al segreto professionale, può
valutare situazioni personali e chiarire eventuali dubbi.
L'aspirante donatore viene sottoposto ad una serie di esami clinici,
ad elettrocardiogramma, Rx torace e visita medica. Una parte di
questi esami vengono ripetuti periodicamente.
Prima di ogni donazione viene compilato un modulo di accettazione
e consenso e vengono misurati pressione ed emoglobina.
Attraverso un colloquio con il medico viene verificata l'assenza
di temporanee controindicazioni alla donazione (quali assunzioni
di farmaci, vaccinazioni, ecc.).
Le donazioni possono essere di sangue, plasma o piastrine. Vengono
effettuate utilizzando dispositivi sterili e monouso. Le donazioni
devono essere distanziate di almeno 90 giorni una dall'altra. Sia
gli uomini che le donne possono effettuare un massimo di quattro
donazioni l'anno.
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